Anna Maria Ortese

~ In sonno e in veglia ~

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venerdì, 16 maggio 2008

Oggi compio gli anni: ho ricevuto nei post questo contributo di saldan che volentieri pubblico. Mi ha fatto venire in mente 'a panzesa che pure impagliava le sedie, quand'ero bambino... Man mano compariranno su queste pagine altri interventi di saldan, su poesia e poeti;
Franz Haas, tra i maggiori studiosi dell'opera di Anna Maria Ortese mi ha mandato la relazione letta al Convegno del 9 marzo scorso a Ischia e una recensione al primo romanzo  tradotto in italiano (da Luigi Reitani) del grande Josef Winkler, pubblicata sull'Indice.
Sto terminando la quarta lettura della Recherche e bevo vino rosso (squisito) ricevuto in dono, come sempre, da mia sorella maggiore.
I bulbi dei gigli (avuti da Peppe Castaldi) e piantati il primo luglio scorso stanno per fiorire: li sorveglio attentamente, fuori al balcone.
Una giornata come tante, se non fosse per i troppi, amici e familiari, che mi ricordano (indirettamente) che sto invecchiando...

Quanto a Ponticelli, beh, mi viene in mente un vecchio cieco del mio paese, quand'ero bambino e m'incantavo a vederlo impagliare le sedie con mano ferma, sicura...

(saldan)


Affonz' o' cecato 'mpagliava 'e ssegg'


Affonz’ o’ cecàto ‘mpagliava ‘e ssègg’
‘mmiez’ a nu luóco; cantava e ricéva
“brutta cosa o’ munn’ ‘uaglió; ma pègg’
ra mezanòtt’ nu’ ppò venì”..réva

‘na man’ ‘e coll’ int’ o’ suóccio, sègg’
p’ sègg’ e po’ cantava e ricéva
“’uaglió o’ munn’ è comma nu cullègg’
senza cancèll’..” – e dicènn’ chiagnéva

“’a ggènt’ ‘e cancèll’ ‘e ttèn’ int’ a’ capa,
pur’ si jèsceno stann’ ‘nzerràt’!..
‘a paùr’ ‘uaglió è nu vèlén’

che ŝcórre, che bruči’ o’ sàngh’ int’ ‘è vvén’,
‘mbrògli’ ‘e ggiùv’n ‘j’è frìŝc’ ‘nzùràt!..
‘A ‘mmór’ rà luče..tién’l’ ‘ncapa!”





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Commenti
#1   16 Maggio 2008 - 14:45
 
Caro Giorgio,
auguri vivissimi per il compleanno!... Guarda la coincidenza, compi gli anni nello stesso giorno di una mia carissima compagna di scuola che ho ritrovato tre anni fa dopo trentadue anni, e a cui ho appena mandato delle rose!
Per te, se non son rose...son sonetti!
Auguri e grazie.
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#2   16 Maggio 2008 - 15:05
 
Che il compleanno sia sempre una linea di partenza per nuove emozioni e gioie. Buon Compleanno. AUGURI sinceri. VincenzaCinzia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vincenzacinzia

#3   16 Maggio 2008 - 17:26
 
Auguri anche da parte mia, Giorgio.
Non invecchierai mai.

Bart
utente anonimo

#4   16 Maggio 2008 - 19:22
 
Buon compleanno Giorgio. Ho avuto una giornata movimentata e non ho potuto connettere. Leggero il pezzo a proposito di Anna Maria Ortese stasera, tranquilla.

Vorrei impara qualche parole del dialetto napoletano, come buon compleanno, per esempio.

véronique
utente anonimo

#5   16 Maggio 2008 - 23:42
 
Per Véronique :

Buon compleanno, nel dialetto napoletano lo puoi dire con una perifrasi, tipo : "Tanti belli ccose a te che fai l'anni" oppure, semplicemente "Tantaugùri!"

Se gradisci, provo a ttradurti il sonetto napoletano in francese, approssimativamente e senza rime :

ALPHONSE L’AVEUGLE CLISSAIT DES CHAISES




Alphonse l’Aveugle clissait des chaises
dans une bassecour; il chantait et il disait
“le monde c’est affreux, mon gosse; c’est comme ça
Il y a rien pire que la minuit, c’est ainsi”..il donnait

de la maroufle dans les commissures, chaise
à chaise, et puis il chantait et il disait
“mon gosse, le mond c’est une véritable prison
sans barreux” et en disant ça il pleurait

“les gens les barreaux les tiennent dans la tête,
Même en sortant ils se sentent renfermés !...
La peur, mon gosse, c’est un venin

qui coule, qui tourne les sangs à tout le mond,
elle brouille tant les jeunes comme les adultes!..
L’ amour éclaire…retiens-toi ça !”

Bonanòtt', Véronique, statt' bbòna!
(Bonne nuit, Véronique, au revoir)


utente anonimo

#6   16 Maggio 2008 - 23:45
 
Per Véronique :

Scusa l'anonimato, è stato un errore.

Sono saldan
saldan@libero.it
utente anonimo

#7   16 Maggio 2008 - 23:48
 
ehi frato giorgio
è rimasta un po' di torta anche per me?
effeffe
utente anonimo

#8   17 Maggio 2008 - 15:41
 
Grazie saldan.

Ora conosco qualche parole.
Spero a Parigi trovare un libro sul dialetto napoletano che trovo affascinante, cantante.

Buona giornata;

véronique
utente anonimo

#9   20 Maggio 2008 - 20:14
 
Per Véronique Vergé da parte di saldan:

Cara Véronique,

è bello questo tuo interesse per il dialetto (o la lingua, come direbbe un "purista") napoletano. Il dialetto, si sa, è come il jazz, puoi piegarlo a tutti gli stili e le inflessioni: infatti esistono mille "variazioni" alla "Koiné" dialettale, che sostanzialmente si rifà alla impronta di Salvatore Di Giacomo, poeta borghese della Napoli di fine ottocento. Le sfumature variano da paese a paese: per dirtene una, al mio paese l'articolo "il", che in dialetto fa o' (con la o chiusa), in quello del paese vicino, separato dal mio da una semplice via, fa "u'; noi diaciamo o' ppàn' (il pane, le pain), i nostri dirimpettai dicono " u' ppàn", noi diciamo, per negare "nò" con la o aperta, loro dicono "no", con la o chiusa, alla francese... Questa è la bellezza del dialetto, lo puoi piegare ad ogni esigenza metrica e ritmica, perfino del singolo "parlante".
Non so a Parigi, ma qui vi sono vari libri : ti propongo Francesco D'Ascoli (vecchio prof. ottuagenario) "Grammatica Napoletana pp.88 Adriano Gallina Editore,Napoli (piccolo e pregiato editore napoletano) e un dizionario tascabile della Vallecchi Editore Firenze "Italiano-Napoletano e viceversa.
Questi due li ho e - se vuoi - posso inviarteli a titolo di omaggio, in virtù della comune frequentazione del blog di giorgio. In tal caso, mandami un tuo recapito al mio indirizzo e mail, provvederò con piacere.
Comunque so per certo che esistono anche dizionari francese-napoletano. Ti farò sapere.

saldan@libero.it
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